venerdì 6 luglio 2012

Gesto estremo la probabile causa della fuga di gas a Pedrinate

Zona isolata per qualche ora
È rimasta chiusa al traffico per poco me­no di un'ora, durante il primo pomeriggio di ieri, la strada che dal centro di Pedrina­te porta al valico doganale di Drezzo. La propagazione di un «inquinante chimico» era il motivo inizialmente dichiarato dal­la polizia. Ma i fatti si sono rivelati più com­plessi, e tragici, di una semplice fuga di gas. Quando il passaggio è stato nuova­mente autorizzato alle vetture, era un ve­ro e proprio spiegamento di uomini e pat­tuglie quello che gli automobilisti si sono trovati di fronte. Pompieri, ambulanza, au­tomedica e diverse macchine della poli­zia cantonale e della Comunale sono sta­ti allertati attorno alle 13 da alcuni abitan­ti della zona di confine, preoccupati per aver avvertito nell'aria un intenso odore di gas proveniente da un appartamento sovrastante un vecchio distributore di ben­zina in disuso.


Tutti gli indizi lasciano pensare ad un ge­sto estremo. Intervenendo sul posto, i soc­corritori hanno trovato la porta dell'abita­zione sigillata e recante un cartello che in­dicava la presenza di esplosivi all'interno della casa. Entrando, poi, i pompieri di Chiasso e l'unità di intervento chimico, muniti di protezione per la respirazione, hanno trovato il corpo senza vita di un uo­mo sulla quarantina, impiegato del Comu­ne della cittadina di confine. Sono quindi entrati in azione anche i militi del SAM con un'ambulanza e l'automedica, ma per l'uo­mo era ormai troppo tardi. Saranno il me­dico legale e la Scientifica a determinare l'esatta dinamica dell'evento, ma il deces­so sarebbe stato causato dalla combustio­ne di acetone, noto per la sua infiamma­bilità, versato su un braciere ardente di car­bonella. Con le finestre chiuse, il denso fu­mo liberato dalla sostanza avrebbe quin­di avuto lo stesso effetto letale del monos­sido di carbonio, il gas di scarico delle au­tomobili. I pompieri hanno diradato il fu­mo con l'aiuto di uno schermo d'acqua.
Nel maggio del 2011, l'uomo era già stato protagonista di un incidente. Durante un turno di lavoro, era stato vittima di un pe­staggio nel parco di via Comacini. L'addet­to del Comune aveva informato un paio di individui intenti a bere birra della proibi­zione di consumare alcolici all'interno del­la struttura, con il risultato di venire aggre­dito ferocemente. L'attacco gli era valso una medicazione e l'intervento di un dentista a causa di alcuni denti rotti.
Non sono noti i motivi che lo hanno spin­to ad un gesto irreparabile. Resta il fatto che l'uomo avrebbe reagito male alla se­parazione dalla moglie, avvenuta ormai da circa un anno. Era soggetto a periodi di de­pressione. «A volte parlava dei suoi pro­blemi - dice un suo ex collega - ma poco. Era per lo più un tipo taciturno». Il conti­nuo declino della sua situazione lo aveva poi portato ad essere ricoverato alla clini­ca dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. La stessa struttura che negli scorsi giorni, dopo un breve periodo di cu­re, lo aveva dimesso e lasciato libero di tor­nare a casa.

Fonte: Corriere del Ticino

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