mercoledì 13 marzo 2013

Sciopero delle escort! Al 69 Cafè gambe incrociate...

"Gli appartamenti ci uccidono il mercato"
C’è tensione nel mondo delle luci rosse ticinesi. Chi pensava che, con la chiusura di diversi locali in seguito all’operazione Domino, quelli restanti avrebbero lavorato di più si sbagliava. Perché la crisi sta mettendo in ginocchio un po’ tutti gli operatori del settore, le ragazze che vendono il proprio corpo ma anche i gestori dei locali.

"Oggi sciopero"

Stamattina ci hanno scritto alcune escort che lavorano al Caffè Sixtynine di Chiasso, un locale che ha la regolare licenza per l’esercizio della prostituzione. “Vogliamo far sentire la nostra voce, oggi scioperiamo” affermano le ragazze, che spiegano i motivi della loro protesta. Sembra infatti che ogni giorno debbano pagare 110 franchi per lavorare nel locale e, in più, 25 franchi ogni volta che vanno in camera con un cliente. Un doppio pagamento che sarebbe un unicum in Ticino e che le ragazze non sono più disposte a tollerare. Ieri, e ancora oggi, si sono svolte delle riunioni con il gestore per cercare di appianare la divergenza, ma senza esito. Da qui la decisione di scioperare, in attesa di una risposta da parte della gestione. "Non vogliamo arricchirci, ma almeno coprire le spese"

“Fin quando lavoravano bene non dicevano niente, ora che i clienti scarseggiano si lamentano” afferma dal canto suo un responsabile del Sixtynine, secondo cui sono ben poche le operatrici del sesso che effettivamente incrociano le braccia. O le gambe, in questo caso. “Saranno due o tre a fare sciopero, le altre sono già qui pronte a iniziare” spiega. “E in ogni caso se qualcuna vuole scioperare lo faccia pure, o si cerchi un altro locale. Qui le regole sono così sin da quando abbiamo aperto. Ci sono dei costi fissi da sostenere, il personale da pagare, abbiamo dovuto investire molto per ottenere la licenza. Inoltre nei due mesi in cui la polizia ci ha fatto chiudere abbiamo dovuto comunque pagare tutte le spese, salari compresi. E con il nuovo sistema, impostoci dal Cantone, non si guadagna più niente. Non è che vogliamo diventare ricchi ma almeno coprire le spese. Le ragazze non capiscono che c’è la crisi…”
"Che abbassino i prezzi delle loro prestazioni"

Secondo il nostro interlocutore tocca alle ragazze fare un passo indietro. “Se all’Oceano una ragazza sale in camera con 80 o 100 euro, mentre qui continuano a chiederne 150, è normale che ci siano meno clienti. Loro pretendono una riduzione dei costi dalla gestione ma non sono disposte ad abbassare i prezzi delle loro prestazioni.”

"Non è facile lavorare con le escort"

Le camere sono care, il responsabile del Sixtynine lo ammette, ma anche il servizio è di alto livello. “Le nostre camere sono bellissime, offriamo loro sempre le lenzuola pulite e molti altri servizi, è normale che abbiano questo prezzo. Che poi una volta abbiamo provato a mettere le camere gratuite, ma c’erano ragazze che provavano comunque a farle pagare al cliente, per intascarsi poi loro i soldi. Sono avide di profitto, non è facile lavorare con loro.”
"Gli appartamenti ci soffocano"

Un altro fattore che starebbe mettendo in ginocchio i locali erotici è la concorrenza degli appartamenti. “Qui in via Odescalchi è pieno di appartamenti dove le ragazze si prostituiscono” spiega. “Una volta non era così, ma piano piano sono in molte a essersi spostate. Anche i clienti, spesso, preferiscono gli appartamenti, più discreti. Lo ripeto, non possiamo abbassare i nostri prezzi, altrimenti tanto vale chiudere baracca e burattini.”


2 commenti:

  1. L'avidità dei gestori non ha limiti , comunque vada ...soldi a palate .

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  2. Ma perche' i clienti non si trovano una donna normale e si smette con questo sozzume.

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