giovedì 22 maggio 2014

Il Centro Ovale pronto al peggio?

The end?
Non sembrano più esserci speranze per il rilancio commerciale del Centro Ovale Chiasso, almeno a giudicare dalle parole del rappresentante della proprietà Frédéric Van der Planken . Riposti nel cassetto i piani imperniati sull’arrivo nella cittadina di grandi marchi internazionali o di negozi innovativi di imprenditori locali, al momento, ammette il manager belga, «attirare nuovi locatari sembra impossibile». Anzi, è assai probabile che nelle prossime settimane abbandonino l’emporio di via Chiesa alcuni degli inquilini, una decina in tutto, rimasti. Ad annunciare l’intenzione di chiudere sono stati, per esempio, i responsabili di un negozio di casalinghi, ai quali potrebbero presto aggiungersi altri affittuari, compresi i principali operatori ancora attivi nell’emporio.

«Investitori scoraggiati»

«Noi non chiediamo loro di andarsene, ma credo – spiega il nostro interlocutore – che la maggior parte dei negozi abbia intenzione di lasciare. Questo è un peccato, perché solo restando uniti abbiamo delle possibilità». L’ipotesi, finora mai evocata, di una chiusura definitiva dell’intera struttura non viene più scartata. Uno scenario che prende corpo soprattutto dopo la sentenza con la quale il Tribunale cantonale amministrativo, come svelato dal Corriere del Ticino del 4 aprile, ha confermato il divieto di apertura domenicale del Centro Ovale. «Il modo totalmente arbitrario col quale veniamo trattati in Ticino ha scoraggiato altri investitori stranieri a venire a Chiasso per creare nuovi impieghi. Se tutto ciò dovesse continuare, la chiusura del centro commerciale potrebbe essere l’unica possibile conseguenza» osserva Van der Planken, che riserva poi una stoccata al Cantone, ritenuto responsabile di avere privilegiato il FoxTown di Mendrisio prolungandone l’apertura domenicale.

Cancellati 140 posti di lavoro

In caso di serrata del Centro Ovale, prosegue, «la porta della Svizzera rimarrà una costruzione vuota e desolata, testimonianza di come gli imprenditori stranieri vengono trattati dal Governo ticinese», a fronte di «un chiaro favoritismo verso l’eroe locale, anche se questi impiega una maggioranza di dipendenti non svizzeri, mentre noi abbiamo creato più di 140 posti di lavoro per ticinesi. Impieghi che sono tutti andati persi».
Si assottigliano quindi i margini per un rovesciamento delle sorti del Centro Ovale. Tra le opzioni, vi è anche quella di una cessione della struttura, come riportato da questo giornale il 9 aprile. All’epoca, Van der Planken aveva fatto sapere che di fronte ad un’offerta seria l’idea sarebbe stata presa in considerazione. A parte qualche voce incontrollata circolata nella cittadina di confine nelle scorse settimane, non risulta che siano finora state intavolate trattative con dei possibili acquirenti.

Fonte: Corriere del Ticino

5 commenti:

  1. Ul centru l è mia cui rat!!! Püse fort istu

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  2. Il Centro va a pannello per la MANOR, che già c'era a Chiasso e poi spostata al vetusto e puzzolente Centro Breggia . Se il Dipartimento igiene facesse un controllo lassu' agli alimentari, troverebbe perfino i topi !

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